L'IMU si paga in due rate: l'acconto entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre, con il modello F24. Per il 2026 il saldo scade mercoledì 16 dicembre. Sull'abitazione principale l'imposta non è dovuta, a meno che sia di lusso (categorie A/1, A/8, A/9). Se sei in ritardo, il ravvedimento operoso riduce la sanzione: da 0,08% dell'imposta per un giorno a 1,25% fino a 30 giorni, più gli interessi.
Qui sotto trovi le date, come si calcola il saldo, chi non paga e quanto costa rimediare a una scadenza saltata.
- 16 giugno 2026acconto: imposta del primo semestre con le aliquote dell'anno prima, oppure tutta l'imposta in un'unica rata
- 28 ottobre 2026i Comuni pubblicano sul sito delle Finanze le aliquote valide per il saldo
- 16 dicembre 2026saldo: imposta dell'intero anno con le aliquote pubblicate, meno l'acconto
- Dopo la scadenzapuoi regolarizzare con il ravvedimento, pagando una sanzione ridotta e gli interessi
Aggiornato a ottobre 2026. Fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze, «IMU: versamenti».
Le due rate
La legge prevede che l'imposta sia versata in due rate. La prima, entro il 16 giugno, è pari all'imposta del primo semestre, calcolata con le aliquote e la detrazione dell'anno precedente. La seconda, a saldo, entro il 16 dicembre, copre l'imposta dell'intero anno con l'eventuale conguaglio sulla prima rata, ed è calcolata con la delibera sulle aliquote e il regolamento che il Comune ha pubblicato sul sito delle Finanze alla data del 28 ottobre. Se il Comune non ha pubblicato nulla entro quel giorno, per il saldo valgono gli atti dell'anno prima.
In pratica: il saldo di quest'anno si calcola con le aliquote che saranno visibili dopo il 28 ottobre 2026, quindi il momento giusto per fare il conto è tra fine ottobre e inizio dicembre. È anche possibile versare tutta l'imposta in un'unica soluzione, ma entro il 16 giugno.
L'IMU è dovuta per anni solari, in proporzione alla quota e ai mesi di possesso: il mese in cui hai posseduto l'immobile per più di metà dei giorni conta per intero, e il giorno del trasferimento si computa in capo all'acquirente. Se hai comprato o venduto una casa nel 2026, questo cambia il conto.
Un esempio per capire il conto del possesso, in un mese di 30 giorni: se vendi l'immobile il 20 giugno, tu lo hai posseduto per 19 giorni (il giorno del trasferimento va all'acquirente), quindi più della metà del mese, e giugno conta per intero per te; l'acquirente ne ha 11 e per lui giugno non conta. Se il trasferimento avviene il 16 giugno i giorni sono 15 contro 15, e l'imposta del mese resta interamente a carico dell'acquirente. Il conto vale mese per mese e dipende anche dalla quota di proprietà.
Come si paga
Il versamento si fa con modello F24 oppure con un bollettino di conto corrente postale compatibile. La legge ha previsto anche la piattaforma pagoPA, subordinata a un decreto ministeriale. Conserva la ricevuta di ogni versamento: è la tua prova di pagamento. Per quanto tenerla, guarda la tabella dei tempi di conservazione.
Prima casa, pertinenze e immobili di lusso
- 0 €per l'abitazione principalesalvo le categorie di lusso A/1, A/8, A/9
- F24il modello per versare l'IMUo bollettino postale compatibile
- 1,6%tasso legale per gli interessi dal 1° gennaio 2026si aggiunge alla sanzione ridotta
Fonti: MEF, Dipartimento delle Finanze; Agenzia delle Entrate, «Ravvedimento». Verificate a ottobre 2026.
Secondo il Dipartimento delle Finanze, l'IMU sull'abitazione principale non è dovuta. Fanno eccezione le abitazioni accatastate come A/1, A/8 e A/9, le cosiddette «di lusso». L'abitazione principale è l'immobile in cui tu e il tuo nucleo familiare risiedete anagraficamente e dimorate abitualmente. Le pertinenze, cioè categorie catastali C/2, C/6 e C/7, seguono lo stesso regime nella misura massima di un'unità per ciascuna categoria.
L'esenzione riguarda solo l'abitazione principale. Per tutto il resto contano le aliquote che il tuo Comune ha deliberato: se non sei sicuro della categoria catastale o dell'aliquota, chiedi al Comune o a un CAF.
Se sei in ritardo: il ravvedimento
- 1 giorno di ritardodell'imposta dovuta
- 0,08%
- 7 giorni di ritardo
- 0,58%
- 14 giorni di ritardo
- 1,16%
- Da 15 a 30 giorni
- 1,25%
- Da 31 a 90 giorni
- 1,39%
- Da 91 giorni a 1 anno
- 3,12%
- Oltre 1 anno
- 3,57%
Aggiornato a ottobre 2026. Violazioni dal 1° settembre 2024. Agli importi si aggiungono gli interessi legali. Fonte: Agenzia delle Entrate, «Ravvedimento: come regolarizzare».
Chi paga in ritardo rischia una sanzione: per i versamenti dal 1° settembre 2024, l'Agenzia delle Entrate indica il 25% dell'imposta se il versamento è omesso o ritardato oltre 90 giorni, il 12,5% se il ritardo non supera 90 giorni, e 0,83% per ogni giorno se non supera 15 giorni. Con il ravvedimento operoso, pagando di propria iniziativa, la sanzione si riduce molto: la sanzione scende a un decimo del minimo se paghi entro 30 giorni dalla scadenza.
Esempio con numeri tondi: su 500 euro di IMU pagati con 10 giorni di ritardo, la sanzione ridotta è lo 0,83% (4,15 euro), e gli interessi al tasso legale del 1,6% valgono circa 22 centesimi. Conviene sapere l'ordine di grandezza: pochi euro se agisci subito, molto di più se aspetti mesi. L'Agenzia riporta anche la formula degli interessi: imposta × tasso legale × giorni di ritardo ÷ 36.500.
Come non dimenticare le date
A mano: segna sul calendario 16 giugno e 16 dicembre con promemoria 30 e 7 giorni prima, e tieni in una cartella l'F24 pagato e la delibera del Comune dell'anno. Se hai un immobile affittato, nella pagina su affitto e cauzione trovi cosa tenere del contratto. Un calendario delle scadenze mette tutto sullo stesso foglio.
Paperlock tiene in ordine le carte: fotografi la ricevuta dell'F24, l'app legge importo e data e la conserva nella cassaforte protetta da Face ID. E quando in primavera ti chiedono «quanto ho pagato di IMU l'anno scorso?», la risposta arriva con la ricevuta.
Queste sono le regole nazionali a ottobre 2026. Le aliquote le decide il Comune e possono cambiare: nel dubbio controlla la delibera del tuo Comune o chiedi a un CAF.