La cittadinanza italiana per residenza si chiede dopo dieci anni di residenza legale in Italia (quattro per i cittadini UE), quella per matrimonio dopo due anni di residenza in Italia dalle nozze o tre anni dal matrimonio se si vive all'estero, tempi dimezzati con figli. La domanda si presenta solo online al Ministero dell'Interno, con 250 euro di contributo e 16 euro di bollo, certificati di nascita e penale legalizzati e tradotti e un titolo di italiano B1. Per chi chiede la cittadinanza per discendenza le regole sono cambiate il 24 maggio 2025.
Questa pagina riassume i requisiti, la lista dei documenti e i tempi. È un riepilogo delle pagine ufficiali, non una consulenza: nei casi particolari parla con la Prefettura o con un patronato.
I requisiti di base
Il Ministero dell'Interno ricorda che la cittadinanza può essere chiesta dagli stranieri che risiedono in Italia da almeno dieci anni e dimostrano di avere redditi sufficienti al sostentamento, di non avere precedenti penali e di non avere motivi ostativi per la sicurezza della Repubblica. Dal 2018 serve anche la conoscenza della lingua italiana, sia per residenza sia per matrimonio.
La residenza legale si intende soddisfatta, spiega la Prefettura di Roma, con l'iscrizione anagrafica. Attenzione a un dettaglio della Prefettura di Milano: se l'iscrizione anagrafica viene cancellata, il conteggio degli anni ricomincia da zero, senza sommare i periodi precedenti. E nell'indicare la lettera dell'articolo 9 al momento della domanda non si può correggere nulla dopo.
Residenza o matrimonio: i termini
- 2 annimatrimonio: residenza legale in Italia dopo le nozze
- 3 annimatrimonio con residenza all'estero, dalla data delle nozze
- 4 annicittadini UE: residenza legale in Italia
- 5 anniapolidi e rifugiati dopo il riconoscimento dello status
- 10 annistraniero extra UE: residenza legale in Italia
Aggiornato a ottobre 2026. I termini del matrimonio sono ridotti della metà se ci sono figli nati o adottati dai coniugi. Fonte: Ministero dell'Interno (DLCI) e Prefetture.
Per residenza (art. 9) i termini variano: dieci anni per lo straniero, quattro per il cittadino dell'Unione europea, cinque per l'apolide che risiede legalmente e per i rifugiati dopo il riconoscimento dello status, più alcuni casi con tempi più brevi (per esempio ascendenti di cittadini italiani, nati in Italia, adottati maggiorenni).
Per matrimonio (art. 5) il coniuge straniero o apolide di un cittadino italiano può chiederla dopo due anni di residenza legale in Italia dalle nozze, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se risiede all'estero. I termini sono dimezzati se ci sono figli nati o adottati dai coniugi. Fino al decreto non devono intervenire scioglimento, annullamento o separazione dei coniugi, pena il rigetto; se il matrimonio è stato celebrato all'estero, deve essere trascritto nei registri dello stato civile del Comune di residenza.
I documenti da preparare
La lista della Prefettura di Potenza, aggiornata ad aprile 2026, per la cittadinanza per residenza comprende: contributo di 250 euro e marca da bollo da 16 euro (entrambi pagabili con pagoPA dal portale); permesso di soggiorno, o attestazione di soggiorno permanente per i cittadini UE; carta d'identità italiana; passaporto o documento d'identità del Paese d'origine; codice fiscale; certificato di nascita; certificato penale; titolo di lingua; dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni, proprie e dei familiari conviventi se concorrono al reddito (con dichiarazione di mantenimento se un familiare integra il reddito).
Due documenti vanno trattati con cura. Il certificato di nascita deve essere in lingua originale, legalizzato e con traduzione legalizzata, e non scade. Il certificato penale del Paese d'origine e degli altri Paesi di residenza, legalizzato e tradotto, vale sei mesi dal rilascio; chi è arrivato in Italia prima dei 14 anni non è tenuto a presentarlo (la Prefettura di Milano parla di un'autocertificazione dello storico di residenza al suo posto). Prima di presentare la domanda controlla che cognome, nome e data di nascita siano identici su tutti i documenti: in caso di discordanze serve un'attestazione di esatte generalità del Consolato del tuo Paese, legalizzata in Prefettura.
Per il matrimonio la lista della Prefettura di Milano è simile: certificati di nascita e penale legalizzati e tradotti, titolo di soggiorno, carta d'identità, bollo da 16 euro e ricevuta dei 250 euro, più il titolo di lingua. Se la carta d'identità o il passaporto stanno per scadere, la guida su carta d'identità elettronica e quella su passaporto spiegano come rinnovarli prima di presentare la pratica.
La lingua: il livello B1
Per la prova di italiano la Prefettura di Milano indica il livello B1, attestato da una certificazione di uno dei quattro enti riconosciuti dai Ministeri: Università per Stranieri di Perugia, Università per Stranieri di Siena, Università Roma Tre, Società Dante Alighieri (o enti convenzionati), oppure da un titolo di studio rilasciato da un istituto pubblico o paritario. Sono esonerati chi ha firmato l'accordo di integrazione e chi ha il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato dopo il 9 dicembre 2010 ancora valido.
Come si presenta la domanda e quanto ci vuole
- Verifica i requisitianni di residenza legale e lettera dell'articolo 9 o 5 giusta
- Raccogli e legalizza i documenticertificati esteri legalizzati e tradotti; controlla che nomi e date coincidano ovunque
- Compila la domanda onlinesul portale dei servizi del Ministero dell'Interno, l'unico canale
- Paga contributo e bollocon pagoPA, contestualmente alla domanda
- Attendi il decreto24 mesi, prorogabili fino a 36, per le domande dal 20 dicembre 2020
Fonti: Prefetture di Milano, Potenza e Roma; Ministero dell'Interno (DLCI). Verificate a ottobre 2026.
La domanda si presenta esclusivamente online sul portale dei servizi del Ministero dell'Interno. Per le domande dal 20 dicembre 2020 il termine massimo per concludere il procedimento è di ventiquattro mesi, prorogabili fino a un massimo di trentasei. Il versamento dei 250 euro è valido un anno. Se non sai dove trovare i certificati dell'anagrafe italiana per la pratica, guarda la pagina sui certificati anagrafici online; se il tuo permesso di soggiorno è in scadenza, la guida su visto e permesso di soggiorno ti aiuta a non lasciarlo scadere.
La discendenza: cosa è cambiato nel 2025
Il decreto-legge 36 del 28 marzo 2025, convertito nella legge 74 del 23 maggio 2025 e in vigore dal 24 maggio 2025, ha riformato la legge 91/1992. Il Consolato Generale a Londra spiega che chi è nato all'estero da un genitore cittadino italiano non è automaticamente cittadino: lo è solo se il genitore ha risieduto in Italia per almeno due anni continuativi dopo aver acquisito la cittadinanza e prima della nascita del figlio, oppure se un genitore o un nonno possiede, o possedeva alla morte, esclusivamente la cittadinanza italiana.
Per chi risiede all'estero, la procedura per i maggiorenni passa dal consolato del luogo di residenza: nell'esempio di Londra si prenota tramite Prenot@Mi e si portano documenti originali legalizzati e tradotti, e i costi cambiano da sede a sede (a Londra sono 600 euro, non rimborsabili). Per i dettagli sul tuo caso guarda il sito del tuo consolato, perché qui l'indicazione è solo di orientamento.
Come tenere in ordine la pratica
A mano: una cartella per la domanda, con ogni certificato, la legalizzazione, la traduzione, le ricevute dei pagamenti e un foglio con le date di rilascio. La data conta: il certificato penale vale sei mesi, il versamento un anno.
Paperlock rende la cartella ricercabile: fotografi certificati e ricevute, l'app legge date e importi, li conserva nella cassaforte protetta da Face ID e, se hai attivato i promemoria, ti avvisa 30 e 7 giorni prima delle scadenze che ha letto, e sei mesi prima per passaporto e carta d'identità. Quando ti chiedono «quando ho pagato il contributo?», trovi la ricevuta.
Queste sono le regole che risultano alle Prefetture a ottobre 2026. Nel dubbio chiedi alla Prefettura competente, a un patronato o a un avvocato.