Il certificato di residenza, di nascita o di stato di famiglia si scarica online dall'ANPR, l'Anagrafe Nazionale, accedendo con SPID, CIE o CNS: l'emissione è immediata e il PDF vale tre mesi. È gratuito solo se l'uso rientra tra i motivi di esenzione dall'imposta di bollo; negli altri casi paghi 16 euro. E ricorda che il certificato anagrafico si può usare solo tra privati: con uffici pubblici e gestori di servizi pubblici ti basta l'autocertificazione.
Qui sotto trovi i passi, quali certificati ci sono, quando sono gratis e cosa fare se il portale non ti trova.
- Accedi all'ANPRcon SPID, CIE, CNS (anche la tessera sanitaria) o eIDAS
- Scegli il certificato e la personaper te o per un altro componente della tua famiglia anagrafica
- Indica l'usose è tra quelli esenti il certificato è gratuito, altrimenti paghi il bollo
- Paga 16 € se serveonline con pagoPA, su un portale dedicato
- Scarica il PDFsubito, oppure fattelo inviare via e-mail o al domicilio digitale
Fonte: Anagrafe Nazionale, «Certificati ed estratti». Verificato a ottobre 2026.
Come funziona, passo per passo
Dal portale dell'Anagrafe Nazionale scegli «Certificati ed estratti», poi «Certificati anagrafici», e quindi se il certificato è per te o per un'altra persona della tua famiglia anagrafica, il tipo, l'uso e, se vivi in un comune bilingue, la seconda lingua. Il portale mostra un'anteprima, chiede l'eventuale pagamento del bollo con pagoPA su un portale dedicato e poi ti fa scaricare il PDF. Se lo vuoi ricevere per e-mail o al domicilio digitale, devi prima aver salvato quei recapiti nella sezione «I tuoi dati».
L'accesso avviene con SPID, con la CIE, con la Carta nazionale dei servizi o con la tessera sanitaria con chip, oppure con un'identità digitale europea (eIDAS). Se la tua SPID è scaduta o vuoi capire i costi, la pagina su SPID in scadenza spiega cosa succede.
Quali certificati ci sono
Il servizio elenca, tra gli altri: anagrafico di nascita, di matrimonio, di cittadinanza, di esistenza in vita, di residenza (anche con decorrenza 1° gennaio 2022), di stato civile, di stato di famiglia (anche con rapporti di parentela), di stato libero, di unione civile e di contratto di convivenza, più le versioni per gli iscritti all'AIRE. Puoi chiederne più d'uno insieme in forma «contestuale», in un solo documento.
Il certificato di residenza con decorrenza dal 1° gennaio 2022 riporta le residenze italiane da quella data, cioè dalla fine del subentro dei Comuni nell'ANPR: per lo storico precedente serve lo sportello del Comune. Lo stesso vale per i certificati di morte e per quelli storici.
Quanto costa: gratis o 16 euro
- 16 €imposta di bollo, se l'uso non è esentealtrimenti il certificato è gratuito
- 3 mesivalidità dalla data di emissioneil PDF è immediato
- 8 usiesenti dal bollo, elencati dall'ANPRdalle onlus al divorzio
Aggiornato a ottobre 2026. Fonte: Anagrafe Nazionale, Domande frequenti e «Certificati ed estratti».
L'ANPR chiede prima di tutto per quale uso ti serve il certificato. Se l'uso è tra quelli previsti dalla legge come esenti, il certificato è gratuito. Se invece serve un certificato in bollo, dovrai pagare l'imposta di 16 euro. Dal 2 agosto 2023 il pagamento del bollo si fa online con pagoPA, senza passare dallo sportello.
Gli usi esenti elencati dall'ANPR sono otto, e li trovi nella lista qui sopra: onlus, società sportive, fini processuali, procedimenti per la tutela di persone fragili, adozione e affidamento di minori, separazione e divorzio, cambio d'ufficio di via o numero civico, pensione estera. Se non sei in uno di questi casi, il bollo è dovuto.
Validità e cosa controllare
Ogni certificato ha la stessa validità giuridica di quello rilasciato allo sportello. È un PDF non modificabile con il logo del Ministero dell'Interno, un QR code e il sigillo elettronico qualificato; il QR si può verificare con una qualsiasi app, e risponde «Emesso dall'ANPR». Vale tre mesi dalla data di emissione e riporta i dati della scheda anagrafica alla data della richiesta.
Se chi te lo chiede è un ufficio pubblico, un'azienda sanitaria o un gestore di servizi pubblici, il certificato non serve: la legge prevede che i certificati siano sostituiti dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47 del DPR 445/2000. Il certificato resta utile quando lo chiede un privato, come una banca o un'assicurazione. Per le pratiche di un trasloco o di un nuovo nato controlla sempre se l'ufficio accetta l'autocertificazione.
Se il portale non ti trova o mancano i certificati
L'ANPR spiega le cause più frequenti: la scheda non è presente, il codice fiscale non risulta validato, la scheda risulta cancellata o duplicata. In questi casi la soluzione è rivolgersi al Comune. Se nell'elenco compaiono solo i certificati di residenza e di stato di famiglia, il Comune ha registrato una certificabilità parziale oppure c'è un procedimento aperto sulla scheda. Chi è iscritto all'AIRE e non è mai stato residente in Italia non ha un pregresso per il quale il Comune possa emettere un certificato.
Non puoi chiedere il certificato di una persona fuori dalla tua famiglia anagrafica, nemmeno se sei il suo tutore: per questo serve lo sportello. Per il certificato elettorale vale una regola più stretta: lo puoi chiedere solo per te. Se ti serve la tessera elettorale e non solo il certificato, guarda la pagina sulla tessera elettorale smarrita.
Come tenere in ordine i certificati
A mano: salva il PDF in una cartella «Anagrafe» con data di emissione e uso nel nome, e segna la scadenza a tre mesi se la pratica è lunga. Una copia scaduta non serve a nulla, quindi non conviene scaricarli con troppo anticipo.
Paperlock rende la cartella ricercabile: salvi il PDF, l'app legge tipo, data di emissione e dati della persona, lo conserva nella cassaforte protetta da Face ID e, se hai attivato i promemoria, ti avvisa 30 e 7 giorni prima della scadenza dei tre mesi. Quando ti chiedono «hai un certificato di residenza recente?», lo trovi in pochi secondi.
Queste sono le regole dell'Anagrafe Nazionale a ottobre 2026. Per il tuo caso, nel dubbio rivolgiti al Comune di residenza.