La carta d'identità elettronica si può fare a un figlio fin dalla nascita: vale 3 anni se ha meno di 3 anni e 5 anni tra i 3 e i 18, e scade al compleanno. Per renderla valida per l'espatrio, al momento della richiesta devono essere presenti entrambi i genitori, oppure il genitore assente deve dare il suo assenso scritto; se manca, serve il nulla osta del giudice tutelare. Poi c'è la regola del viaggio: fino ai 14 anni un minore va all'estero solo con un genitore o con un accompagnatore indicato nella dichiarazione di accompagnamento fatta in Questura. Dai 14 anni può viaggiare da solo.
Qui sotto trovi ogni passaggio, con il calcolo della scadenza e la lista di cosa portare.
- Dalla nascitasi può chiedere la CIE; sotto i 3 anni vale 3 anni
- Dai 3 ai 18 annila CIE vale 5 anni e scade al compleanno
- Dai 12 annisi prendono due impronte e il ragazzo firma la carta
- Fino ai 14 anniall'estero solo con un genitore o con la dichiarazione di accompagnamento
- Dai 14 annipuò viaggiare da solo, nell'Unione europea e fuori
Fonti: Ministero dell'Interno (portale CIE e Sportello digitale unico) e Polizia di Stato, verificati a ottobre 2026.
Validità: perché la carta del bambino scade prima
La durata cambia con l'età per tenere aggiornata la foto: un bambino di due anni, a cinque, è un'altra persona. Le regole del Ministero dell'Interno sono tre:
- sotto i 3 anni la carta scade al primo compleanno dopo 3 anni dal rilascio;
- tra i 3 e i 18 anni scade al primo compleanno dopo 5 anni;
- dai 12 anni al ragazzo si prendono due impronte digitali e firma la carta.
Il calcolatore fa il conto e prepara i promemoria nel calendario: sei mesi prima, quando puoi già chiedere la carta nuova, poi un mese e una settimana prima.
La CIE scade al primo compleanno dopo 3 anni (sotto i 3 anni) o dopo 5 anni (tra 3 e 18 anni). Regola del Ministero dell'Interno.
Per i figli sotto i 14 anni puoi anche chiedere di stampare i nomi dei genitori sul retro. Non è obbligatorio, ma alla frontiera semplifica la vita, come vedi più sotto.
Il consenso dei genitori per l'espatrio
È il punto che crea più problemi. Il portale del Ministero dell'Interno dice che il minore ottiene la carta valida per l'espatrio se entrambi i genitori sono presenti al momento della richiesta. Se uno dei due non può esserci, molti Comuni accettano una dichiarazione di assenso firmata dal genitore assente sul loro modulo, con la copia fronte e retro del suo documento: il Comune di Castelverde, per esempio, la chiede così. Il modulo cambia da Comune a Comune, quindi scaricalo dal sito del tuo.
E se l'altro genitore non è d'accordo, non risponde o non è reperibile? Il Tribunale di Lecco lo spiega bene: l'assenso serve a prescindere che i genitori siano sposati, conviventi, separati o divorziati, e se manca ci si rivolge al giudice tutelare del luogo di residenza del minore per il nulla osta, dimostrando di averlo chiesto inutilmente. Senza assenso né nulla osta la carta non può essere valida per l'espatrio: le carte che non lo sono riportano sul retro la dicitura «non valida per l'espatrio».
Un dettaglio che sorprende: la stessa regola vale per il genitore stesso. Chi ha figli minori, per avere la propria carta valida per l'espatrio, deve presentare anche l'assenso dell'altro genitore. Un genitore che esercita da solo la responsabilità genitoriale, per esempio perché vedovo, non ha bisogno del nulla osta.
Viaggiare all'estero con un minore di 14 anni
Il documento valido per l'espatrio è necessario, ma sotto i 14 anni non basta. Secondo la Polizia di Stato il minore può uscire dall'Italia solo se:
- è accompagnato da almeno un genitore o da chi ne fa le veci;
- è affidato a un accompagnatore indicato nella dichiarazione di accompagnamento;
- è affidato, con la stessa dichiarazione, a un ente, per esempio una compagnia aerea.
Se viaggia con un genitore, il Ministero chiede che i nomi dei genitori siano indicati sul documento del minore. Se non ci sono, il genitore deve poter dimostrare la parentela, per esempio con lo stato di famiglia o l'estratto di nascita.
La dichiarazione di accompagnamento la firmano i genitori davanti a un pubblico ufficiale, in Questura o in commissariato: la domanda si avvia sul sito Passaporto online con SPID o CIE e poi si prenota l'appuntamento. Indica uno o due accompagnatori e la destinazione, e vale per il viaggio indicato, al massimo sei mesi. La Polizia di frontiera non la rilascia in aeroporto, e non serve per i viaggi in Italia: se una compagnia la chiede per un volo Roma–Milano, è una sua regola interna. Prima di comprare il biglietto per un minore che viaggia affidato alla compagnia, verifica che la compagnia lo accetti.
Quale documento per quale Paese
La carta d'identità valida per l'espatrio funziona nei Paesi dell'Unione europea e in pochi altri. Viaggiare Sicuri, il sito della Farnesina, ricorda che solo pochi Paesi accettano la carta d'identità italiana e che la ricevuta della CIE non vale come documento di viaggio. Per tutti gli altri serve il passaporto, che per un minore richiede a sua volta l'assenso di entrambi i genitori: i tempi e i costi sono nella pagina sul rinnovo del passaporto. Prima di partire, controlla la scheda del Paese su Viaggiare Sicuri e la checklist dei documenti per viaggiare all'estero.
Costi e procedura
La CIE del minore costa come quella di un adulto: 16,79 euro più i diritti fissi e di segreteria del Comune. Si prenota come una CIE normale, con Agenda CIE o con il sistema del Comune, e il minore deve essere sempre presente. La procedura completa, dai tempi di consegna al PIN, è nella pagina sul rinnovo della carta d'identità elettronica.
Come non trovarti con la carta scaduta in aeroporto
Con figli piccoli le scadenze arrivano spesso e ognuna ha la sua data. A mano: fotografa le carte di tutta la famiglia, segna le scadenze nel calendario con un promemoria sei mesi prima e conserva una copia della dichiarazione di accompagnamento fino al rientro. La lista dei documenti per un nuovo nato aiuta a non dimenticare il primo documento.
Paperlock legge la scadenza dalla foto della carta del bambino, la conserva nella cassaforte protetta da Face ID e, se hai attivato i promemoria, ti avvisa sei mesi, 30 e 7 giorni prima: per i documenti d'identità il primo avviso arriva proprio quando si apre la finestra per chiedere quello nuovo.
Queste regole valgono in Italia a ottobre 2026. Per casi particolari, come genitori separati in disaccordo, affidamento o residenza all'estero, nel dubbio chiedi al tuo Comune, alla Questura o al giudice tutelare.