L'assegno unico e universale si chiede all'INPS e spetta per ogni figlio a carico fino a 21 anni, e senza limiti per i figli disabili. Se presenti la domanda dal 1° marzo al 30 giugno ricevi tutti gli arretrati da marzo; dopo il 30 giugno l'assegno parte dal mese successivo alla domanda. Nel 2026 si va da un massimo di 203,8 euro al mese per ogni figlio minorenne, con ISEE fino a 17.468,51 euro, a un minimo di 58,3 euro, senza ISEE o con ISEE da 46.582,71 euro in su.

Qui sotto trovi chi può chiederlo, come si fa la domanda, quando serve l'ISEE e cosa fare se hai già una pratica.

Quando fare domanda: cosa cambia con la data
  1. Nuovo natol'assegno decorre dal settimo mese di gravidanza
  2. 1° marzo - 30 giugnodomanda con tutti gli arretrati da marzo
  3. 30 giugnoultimo giorno per presentare la DSU e recuperare gli arretrati con l'ISEE
  4. Dopo il 30 giugnol'assegno parte dal mese successivo alla domanda

Aggiornato a ottobre 2026. Fonte: INPS, scheda «Assegno unico e universale per i figli a carico», aggiornata il 10 settembre 2026.

Chi ha diritto

Cosa preparare prima di fare domanda

L'INPS indica tre casi. Per ogni figlio minorenne a carico; per i nuovi nati l'assegno decorre dal settimo mese di gravidanza. Per ciascun figlio maggiorenne fino a 21 anni, con un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro l'anno, che studia (scuola, formazione o università), fa un tirocinio o lavora, è registrato come disoccupato in cerca di lavoro, oppure fa il servizio civile universale. E per ogni figlio con disabilità, senza limiti di età.

Chi chiede l'assegno deve avere cittadinanza o titolo di soggiorno, essere soggetto all'imposta sul reddito in Italia e risiedere in Italia, oppure lavorare in Italia con iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria. È definito «universale» perché è garantito in misura minima a tutte le famiglie con figli a carico: l'ISEE non è un requisito per averlo, ma serve per avere di più.

Quando fare domanda e quanto spetta

Gli importi per figlio minorenne nel 2026
  • 203,8 €al mese, con ISEE fino a 17.468,51 €importo massimo
  • 58,3 €al mese, senza ISEE o con ISEE da 46.582,71 € in suimporto minimo
  • 21 annilimite di età dei figli maggiorenni a caricosenza limite per i figli con disabilità

Aggiornato a ottobre 2026. Fonte: INPS. Gli importi sono quelli base, a cui si possono aggiungere maggiorazioni.

La domanda può farla uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, anche non conviventi con il figlio; un genitore affidatario; un tutore o curatore; o il figlio stesso, quando diventa maggiorenne. Le domande si presentano online sul sito INPS, con l'app INPS Mobile, chiamando il 803 164 (gratuito da fisso; 06 164 164 da cellulare) o tramite un patronato.

Per la data, la regola è semplice: dal 1° marzo al 30 giugno di ogni anno, con tutti gli arretrati da marzo; dopo il 30 giugno, dal mese successivo alla domanda, e l'importo è calcolato con l'ISEE al momento della domanda. Gli importi ufficiali per il 2026 sono stati rivalutati dell'1,4%, e l'assegno non concorre al reddito complessivo ai fini IRPEF.

L'ISEE: serve, ma non è obbligatorio

L'importo cambia in base all'ISEE valido al momento della domanda, all'età e al numero dei figli, e alle eventuali disabilità. Se non hai un ISEE valido ti spetta l'importo minimo. Se lo presenti dopo, c'è un'eccezione importante: chi non ha un ISEE al momento della domanda, ma risulta con un ISEE attestato per una DSU presentata entro il 30 giugno, riceve l'importo calcolato sull'ISEE con tutti gli arretrati dell'anno. Dal 1° gennaio 2026 si applica anche un nuovo ISEE, usato per calcolare l'assegno da marzo 2026; nel 2026, senza ISEE valido da marzo l'assegno è stato pagato in misura minima e, con la DSU entro il 30 giugno, gli arretrati sono stati riconosciuti da marzo.

Dove ottenere l'ISEE, e quali carte portare, è nella pagina su ISEE e documenti necessari: lo puoi chiedere a un CAF oppure, precompilato, dal Portale unico ISEE o dall'app INPS Mobile.

Se hai già una domanda accolta

Per chi risiede in Italia vale la proattività: l'INPS continua a pagare d'ufficio, senza nuova domanda, salvo che la pratica sia decaduta, revocata o respinta. Per il 2026 l'INPS lo ha ribadito: non serve una nuova domanda se la tua è in stato «accolta». Resta a carico tuo comunicare le variazioni, come la nascita di un altro figlio, e rinnovare l'ISEE ogni anno, perché senza un ISEE valido l'importo scende al minimo.

Se è appena nato un bambino, la lista delle carte da sistemare è nella pagina documenti per un nuovo nato.

Come viene pagato

L'INPS paga con accredito su conto corrente bancario o postale, libretto di risparmio con IBAN, carta con IBAN, oppure bonifico domiciliato allo sportello postale. Nella domanda il genitore richiedente può indicare le modalità di pagamento anche per l'altro genitore; la quota del secondo genitore decorre dal mese dopo la comunicazione della scelta di accredito al 50%. Con affidamento esclusivo si può chiedere il 100%.

Come tenere in ordine le carte

A mano: una cartella «Figli» con ricevuta della domanda, ISEE con la sua data di scadenza e ricevute di pagamento. Segna in calendario il 30 giugno.

Paperlock aiuta a non perdere le date: fotografi l'attestazione ISEE e la ricevuta della domanda, l'app legge date e importi, li conserva nella cassaforte protetta da Face ID e, se hai attivato i promemoria, ti avvisa 30 e 7 giorni prima della scadenza dei documenti. Quando ti chiedi «quando ho presentato la domanda?», la risposta arriva con la ricevuta.

Queste sono le regole INPS a ottobre 2026. Gli importi cambiano ogni anno: nel dubbio controlla la scheda INPS o chiedi a un patronato.