In breve: se compri da un negozio o da un sito, il venditore risponde dei difetti di conformità che si manifestano nei 2 anni successivi alla consegna, e l'azione si prescrive in ogni caso entro 26 mesi dalla consegna (art. 133 del Codice del consumo). Non devi rivolgerti al produttore: il tuo interlocutore è chi ti ha venduto il prodotto. Nei primi 12 mesi il difetto si presume esistente già alla consegna, quindi tocca al venditore dimostrare il contrario; dal tredicesimo mese in poi la prova tocca a te (art. 135, comma 1).

Serve poco per farla valere: una prova dell'acquisto con la data e una contestazione scritta. Dal 1° gennaio 2022, con il d.lgs. 170/2021, non esiste più il vecchio obbligo di denunciare il difetto entro due mesi dalla scoperta. Se il frullatore muore dopo dieci mesi, quindi, la telefonata giusta è al negozio, non al numero verde stampato sulla scatola.

Chi risponde: il venditore, non il produttore

L'art. 133 è chiarissimo: risponde il venditore, perché è con lui che hai un contratto. Il produttore entra in gioco solo se vende direttamente al consumatore, o per altre responsabilità previste da norme diverse (per esempio i danni da prodotto difettoso). Il negozio può poi rivalersi sul fornitore, ma sono affari suoi: non è un problema che devi risolvere tu.

La garanzia legale copre i difetti preesistenti alla consegna, anche se saltano fuori mesi dopo. Non copre i danni che hai provocato tu, né l'usura normale. E vale solo se compri da un professionista in qualità di consumatore: fra privati (il classico usato comprato su un sito di annunci) la disciplina non si applica.

Un dettaglio che quasi nessuno conosce: ogni patto firmato prima di segnalare il difetto che escluda o limiti questi diritti è nullo (art. 135-sexies). Il cartello «non si accettano resi» non toglie nulla alla garanzia legale.

I tre numeri da ricordare

Termine Che cosa significa
2 anni dalla consegna periodo in cui il venditore risponde dei difetti che si manifestano
12 mesi dalla consegna il difetto si presume esistente alla consegna: la prova contraria spetta al venditore
26 mesi dalla consegna prescrizione dell'azione: oltre, non puoi più far valere il diritto

I termini decorrono dalla consegna, non dalla data dell'ordine o del pagamento. Per un acquisto online la differenza può essere di settimane, quindi tieni anche la mail di conferma della spedizione o il bollettino del corriere.

Riparazione o sostituzione: la scelta è tua

Davanti a un difetto di conformità puoi chiedere, a tua scelta, la riparazione o la sostituzione, gratuite, in un congruo termine e senza notevoli inconvenienti (art. 135-ter). Il venditore può rifiutare il rimedio che hai indicato solo se è oggettivamente impossibile o se gli costa in modo sproporzionato rispetto all'altro — e allora deve offrirti quello alternativo.

Solo in seconda battuta arrivano la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto con rimborso: quando riparazione e sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose, quando il venditore non provvede, quando il difetto si ripresenta dopo un tentativo di riparazione, oppure quando è così grave da giustificare subito il rimedio secondario. Se il difetto è di lieve entità — un graffio che non impedisce l'uso — puoi ottenere la riduzione del prezzo, non la risoluzione.

Beni usati, contenuti digitali, aggiornamenti

Sull'usato venduto da un professionista le parti possono concordare un periodo di responsabilità più breve, mai inferiore a un anno, e restano esclusi i difetti che dipendono dal normale utilizzo, tenuto conto di quanto il bene è stato usato (art. 128 c. 5 e art. 133 c. 4). Deve però essere un accordo esplicito: se nel contratto non c'è scritto nulla, valgono i due anni.

Dal 1° gennaio 2022 le stesse tutele coprono i contenuti e i servizi digitali e i beni con elementi digitali (artt. 135-octies e seguenti). Qui conta anche una cosa spesso trascurata: il venditore deve fornire gli aggiornamenti per il periodo che puoi ragionevolmente aspettarti. Uno smartwatch che smette di funzionare perché l'app non viene più aggiornata può essere un difetto di conformità, non solo sfortuna.

Garanzia legale e garanzia convenzionale a confronto

Garanzia legale Garanzia convenzionale
Chi risponde il venditore chi la offre: di solito il produttore
Fonte Codice del consumo, artt. 128 e seguenti promessa volontaria di chi la rilascia
Durata 2 anni dalla consegna, azione entro 26 mesi libera: 1, 2, 5 anni, a volte solo dopo registrazione
Presunzione difetto presunto nei primi 12 mesi quella scritta nelle condizioni
Cosa devi dimostrare acquisto, data, difetto (dopo 12 mesi anche l'origine) quanto richiesto dal certificato
Cosa conservare prova d'acquisto con la data certificato, registrazione, numero di serie

Le due garanzie si sommano e la seconda non può mai ridurre la prima. Le estensioni di garanzia vendute alla cassa, in pratica, iniziano a valere qualcosa dal terzo anno in poi: per i primi due hai già la garanzia legale, gratis. La struttura di un certificato la trovi nella pagina sul certificato di garanzia.

Lo scontrino aiuta, ma non è obbligatorio

Il MIMIT consiglia di conservare scontrini e fatture per almeno 26 mesi. La legge però non pretende quel pezzo di carta: chiede una prova dell'acquisto e della data. Vanno bene l'estratto conto, la ricevuta della carta di credito, quella del bancomat, la mail di conferma dell'ordine e, in mancanza di tutto, la testimonianza di chi era con te al momento dell'acquisto. Richieste ulteriori del venditore, pensate per ostacolarti, possono essere illegittime.

Resta un problema pratico: la carta termica sbiadisce. Dopo un anno nel cassetto della cucina lo scontrino è spesso un rettangolo grigio — dura meno della garanzia che dovrebbe dimostrare. Fotografalo il giorno stesso, insieme alla targhetta con il numero di serie. Come è fatto uno scontrino utile lo spiega la pagina sullo scontrino di un elettrodomestico, mentre per gli acquisti importanti c'è il percorso completo di garanzia, reso e rimborso.

Se il venditore non risponde

Prima di tutto una contestazione scritta: mail, PEC o raccomandata, con data d'acquisto, descrizione del difetto e rimedio richiesto. Tieni copia di tutto. Se non arriva risposta, puoi rivolgerti a un'associazione dei consumatori, tentare una conciliazione (ADR presso le Camere di commercio, ConciliaWeb per telefonia ed energia) e, per importi contenuti, andare dal giudice di pace. Nel dubbio su un caso particolare — usato, difetto contestato come usura, garanzia con condizioni strane — conviene sentire un'associazione dei consumatori prima che scadano i 26 mesi.

Come conservarlo

A mano funziona così: il giorno dell'acquisto fotografi scontrino, certificato di garanzia e targhetta con il numero di serie, metti tutto in una cartella «Acquisti 2026» e crei due promemoria in calendario — uno a 11 mesi dalla consegna, poco prima che la presunzione si ribalti, e uno a 25 mesi, poco prima della prescrizione. Poi tieni un elenco con prodotto, data, prezzo e negozio: il generatore di prove d'acquisto e il tracciatore delle scadenze lo trasformano in un file invece che in un foglietto. Il metodo completo è nella guida alle garanzie.

Paperlock toglie i passaggi manuali: l'app legge la data e l'importo dallo scontrino, archivia il documento al posto giusto e, se attivi i promemoria, ti avvisa 30 e 7 giorni prima della scadenza che hai indicato (e sei mesi prima per passaporto e carta d'identità). Il resto non cambia: fotografare il giorno dell'acquisto e includere il numero di serie nell'inquadratura.